dal mattino del 5 gennaio 2011

Quando il cielo dà spettacolo

di Marcello Napoli

A giudicare dal numero dei presenti di età compresa tra i 5 e gli 80 anni, dall’attenzione sempre viva durata più di tre ore, lo spettacolo dell’eclissi di sole di ieri mattina è stato un miracolo.
Altro che previsioni di sciagura: “
Certo ci fosse stato qualche attore, attrice o giocatore saremmo stati molti di più”, commenta con ironia l’ingegnere Alberto Fienga, promotore dell’incontro e anima del Centro Astronomico Neil Armstrong (C.A.N.A.). Ma il giudizio finale è molto positivo: “
Davvero non ci aspettavamo tante persone che sono state insieme per tanto tempo.
Abbiamo dato appuntamento a tutti al 15 giugno prossimo per l’eclisse di Luna e data ampia disponibilità a chiarimenti per incontri con studenti e persone di ogni età. Eravamo giovani anche noi quando abbiamo osservato con un vetro affumicato l’eclisse totale di sole –invero in Campania il sole si è oscurato del 95 per cento, aggiunge l’ingegnere Fienga- il 15 febbraio del 1961.”
Peppe Macario, avvocato, ma soprattutto astrofilo racconta la sua esperienza con il volto in sintonia con i sorrisi e la meraviglia delle persone intorno: “La mia passione per le cose del cielo è nata il 4 ottobre del 1957, avevo 5 anni; i miei genitori mi portarono sul terrazzo, a Cava, e mi fecero vedere un puntolino luminoso che si muoveva nel cielo. Era il primo satellite lanciato nello spazio, lo Sputnik. Mi regalarono poi un cannocchiale e da allora osservare il cielo mi fa pensare alla purezza, all’umanità, anche se lo smog, ma soprattutto l’inquinamento luminoso ha reso tutto più difficile e meno visibile.” La sua passione è stata trasmessa in famiglia. A testimoniarlo è la nipote, Renata Frana, studentessa di Fisica e occhi come un cielo di puro smeraldo: “Un fenomeno come questo è la migliore esperienza per osservare il Tempo, il suo scivolare e pensarlo come grandezza matematica.” Giudizio da scienziata, ma aggiunge ancora: “Di solito questi fenomeni celesti li guardiamo in solitudine; questa mattina con grande gioia lo condividiamo in tanti.” La mattinata, in ora antelucana, era, a dire il vero, cominciata sotto il segno dello scoramento; il cielo era velato. Le postazioni con telecamere, due telescopi e qualche binocolo con filtri erano già pronte. Per fortuna, nonostante le nubi, che si sono andate diradando, il fenomeno è stato ben visibile alla piccola galassia di curiosi, appassionati, studenti e innamorati: “Guardare il cielo e poi guardarsi negli occhi sotto una virgola di sole, all’alba, quando il giorno sembra avere l’oro in bocca, dà una grande emozione”, ha detto sorridendo Felicia Pecoraro, salernitana, ma trapiantata in provincia di Brescia. E’ sul Lungomare con un amico venuto dalla provincia di Bergamo, Tiziano Tasso: “Abbiamo letto la notizia di questo appuntamento sul giornale e abbiamo voluto condividere questo momento insieme.” Molti studenti e bambini; tra i più piccini è Francesco Accarino di 7 anni, accompagnato dalla zia Licia Ronaldo che insegna al Liceo Scientifico “A. Genoino” di Cava. “In questo istituto c’è un osservatorio da quasi dieci anni”, dice con orgoglio Emilia Persiano, che ne è stata dirigente scolastico per anni. Mattia Orza, accompagnato dal padre Sergio, frequenta la prima media, ma è già un appassionato astrofilo: “I nonni hanno un telescopio giù in Cilento e d’estate guardiamo il cielo che è ricco di sorprese; ci piace scoprirle e conoscerle insieme”, dice mentre il volto s’illumina d’immenso. Alessia Marino, Serena Durazzo, Giulia Galano, Marco Martino, frequentano il Liceo Scientifico “Severi”: “Abbiamo sentito dell’evento, ma eravamo stati preparati scientificamente da un incontro con gli appassionati del CANA. Valeva la pena quest’alzata di prima mattina.” Tra scienza e meraviglia tutto ritorna a scorrere, ma il pensiero di molti e l’emozione che non ci lascia è quel rimando al cielo e al sorriso incantato, semplice, senza maschere dei bimbi. Una luce che accompagna il Sole e le altre stelle.

N.B. C’è una foto, anche di più, che Francesco ha realizzato con tre persone, quelle che cito in basso:

l’ing. Alberto Fienga, che presiede il CANA (ha un giaccone chiaro)

l’avv. Peppe Macario (è quello alto con giaccone blu)

la studentessa di Fisica, volto tondo ovale vicino a loro si chiama Renata Frana. Ecco i box:

Ing. Alberto Fienga: “La meraviglia è l’inizio del sapere e anche della mia passione per l’astronomia; non poteva che cominciare da piccoli e con un evento importante, l’eclisse del 1961. Nella fascia tra l’Emilia e Romagna e il Lazio il sole si oscurò del tutto.”

Avv. Giuseppe Macario: “Per colpa dell’inquinamento, dello smog e delle illuminazioni selvagge in città del cielo vediamo poco; i pianeti e qualcos’altro, ma già è difficile osservare la Via Lattea. Comunque non dimentichiamo il cielo.

Renata Frana studentessa di Fisica: “Il Tempo lo penso come una dimensione matematica e non solo. I fenomeni celesti, come le eclissi, ne danno un profilo e un esempio materico. Poi c’è la dimensione del sogno che non si può misurare.