L' Osservatorio Spaziale Infrarosso (ISO) ha recentemente
portato a segno una nuova scoperta: scrutando all'interno della costellazione
dell'Ofiuco, nella regione della stella Rho, l'osservatorio dell'ESA ha
individuato trenta nane brune celate dalle polveri di quella nebulosa..
Si ritiene che questi corpi celesti siano stelle mancate, essendo la loro
massa non sufficientemente grande da poter innescare i processi di fusione
atomica come accade per le normali stelle bianche.
Fino ad ora erano stati scoperti pochi di questi corpi celesti tant'è
che ora grazie all'ISO la regione di Rho Ophiuci è diventata la preferita
riserva di caccia per i ricercatori di questa fase dell'evoluzione stellare.
Le nane brune sono oggetti difficili da scorgere perché molto deboli
e di loro si sa molto poco, così come circa la loro natura ed origine.
Alcuni astronomi sostengono che alcune di esse possono essere considerate
dei pianeti giganti, un po' come Giove, e non stelle mancate. La minima
massa perché una stella possa brillare è di circa l'8% della
massa del sole, o 80 volte quella di Giove. Sotto questo limite
la
fornace nucleare che fornisce energia nel cuore della stella non può
accendersi.
Delle nane brune scoperte dall'ISO la più piccola ha una massa pari
al 5% di quella solare (50 volte quella di Giove) ma certamente ve ne saranno
di meno massicce nascoste dalla polvere della nebulosa, ma talmente deboli
da non potere essere scorti dalla Terra.
Probabilmente tale scoperta è stata possibile in quanto le mancate
stelle individuate sono corpi celesti molto giovani (circa un milione di
anni
) e quindi producono molta energia che col tempo andrà
esaurendosi. Oggetti della stessa famiglia e delle stesse dimensioni ma
nate molto tempo prima di queste sono quasi impossibili da individuare.
Si spera che grazie alle scoperte dell'osservatorio spaziale infrarosso
dell'ESA un giorno si possa far luce su i misteri che ancora avvolgono questi
piccoli oggetti celesti.