
C.A.N.A. - Venti anni dopo
di Vincenzo Gallo
Sono sicuramente una banalità: venti anni, in scala
cosmica, sono un'inezia, ma tanto tempo è trascorso da quel maggio
del 1982, quando noi, un gruppo di
giovanissimi - forse il più grande aveva 22 anni - decidemmo di dare
vita a qualcosa che per Salerno era un'assoluta novità: un'associazione
di astrofili.
E da allora abbiamo percorso un cammino di vita e conoscenza che ha fatto
del C.A.N.A. - Centro Astronomico "Neil Armstrong" una realtà conosciuta ben oltre
l'ambito cittadino, ove pure mancava una tradizione in tal senso, a parte
qualche isolato appassionato.
La decisione di intitolarlo ad un astronauta, oltre che in
ossequio ad un principio di originalità che ci contraddistingue,
fu presa in quanto in molti di noi era ancora
fresca la memoria della conquista della Luna, cosa che per la nostra generazione
doveva essere il trampolino di lancio per le stelle - anche se poi tutti
sappiamo
com'è andata
La strada percorsa è stata lunga e non priva di difficoltà,
ma, lo ribadiamo, il livello di eccellenza raggiunto è tutta farina
del nostro sacco, sperimentazione provata
direttamente sulla nostra pelle ma ripagata nel 1995 con dall'organizzazione
dell'annuale congresso dell'Unione Astrofili Italiani, massima autorità nazionale del
settore; una consacrazione e un premio al lavoro svolto.
Siamo partiti con pochi strumenti che a stento ci consentivano
una visione dei pianeti e di qualche oggetto del profondo cielo; oggi disponiamo
di strumentazione che
nel "lontano" 1982 era la dotazione di osservatori astronomici
di buon livello e che grazie alla rivoluzione digitale è diventata
accessibili anche ai dilettanti. Noi del
Cana non abbiamo subito passivamente questa rivoluzione: siamo stati anzi
tra i primi gruppi astrofili italiani a dotarci di una camera di ripresa
CCD e forte è stata
l'emozione di veder apparire sul monitor del computer, dopo pochi secondi
di ripresa, l'immagine del quintetto di Stephan, cosa che potevamo ammirare
solo in
foto, sui libri o che qualcuno riusciva ad ottenere solo con pose fotografiche
di lunga durata e dal risultato mediocre.
Neanche la rivoluzione internet ci ha trovati impreparati.
Anche in questo caso siamo stati dei precursori: già nel 1995 il
C.A.N.A. era la prima associazione
salernitana ad attivare un sito web ed oggi il sito www.cana.it riceve visite
ed email da tutto il mondo, anche da chi crede di scrivere direttamente
a Neil Armstrong!
Abbiamo vissuto in prima linea anche i grandi eventi astronomici. Abbiamo
assistito nel 1986 al passaggio della cometa di Halley, che non è stato dei più
spettacolari, ma che ha fatto da preludio a quello, avvenuto ben 10 anni
dopo, della bellissima Hyakutake, e appena l'anno dopo della Hale-Bopp,
che ha fatto
alzare gli occhi al cielo a mezza umanità. E che dire dell'impatto
della cometa Shoemaker-Levy su Giove del 1994, un evento davvero straordinario?
Dulcis in fundo, a chiudere il secolo, la grande eclissi di Sole del 1999:
dal Belgio alla Turchia ci siamo dislocati per assistere all'evento che
in noi ha lasciato una
profonda emozione oltre che una gran quantità di foto di ottima fattura
di cui siamo orgogliosi.
Ma purtroppo abbiamo anche vissuto il deterioramento del
cielo, sempre più inquinato da una dissennata politica dell'illuminazione,
che ci costringe ad emigrare con
la nostra strumentazione verso zone in cui la presenza dell'uomo è minima. Ma ormai, anche in questi siti, l'osservazione del cielo sta diventando
problematica.
La battaglia contro l'inquinamento luminoso paradossalmente è diventata
la nostra ultima frontiera: il nostro obiettivo non è spegnere le
luci (ci mancherebbe altro!!!),
ma illuminare con criterio, cosa tecnicamente possibile con l'impiantistica
adatta. Ciò non solo ci restituirebbe il cielo stellato, che da quando
esiste l'Umanità ne ha
scandito i ritmi di vita, quanto ci permetterebbe peraltro di realizzare
un cospicuo risparmio energetico.
Dicevamo che oltre ad aver fatto un percorso di conoscenza
il C.A.N.A. è stato anche un percorso di vita: si sono intrecciate
parentele ed amicizie fraterne, perché
in fondo siamo stati e siamo un gruppo di amici, unito nei momenti di gioia
e di dolore. Il nostro ricordo affettuoso ritorna a chi purtroppo le vicende
umane non
hanno consentito di accompagnarci oltre in questo cammino: Letizia Strianese
che in giovane età un male incurabile ci ha portato via e l'Avvocato
Roberto Porcini,
che è stato anche Presidente del sodalizio e che come un fratello
maggiore ci ha guidato e incoraggiato nei passi più difficili della
nostra vita associativa.
L'unico nostro rammarico resta il fatto di non aver dotato
la nostra città di un vero osservatorio astronomico, che sarebbe
potuto diventare il fulcro della nostra
attività di ricerca oltre che un riferimento per la didattica dell'astronomia;
a nulla sono servite le grandi manifestazioni pubbliche, organizzate per
sensibilizzare in tal
senso chi amministra la cosa pubblica, che pure hanno richiamato agli oculari
dei nostri telescopi migliaia di persone. E' indubbio che vi sono stati
errori di valutazione
anche da parte nostra, ma ormai le condizioni per realizzare tutto questo
nella nostra città forse non ci sono più, distratta da mille
problemi e illuminata in modo
scriteriato come una perenne festa di paese.
Ma in fondo per gli antichi non era un mistero: per aspera ad astra!