Astrocamp 2002
Quest'anno, il campeggio astronomico organizzato dal CANA, si terrà sul Parco Nazionale del Pollino, al confine tra la Basilicata e la Calabria.
Precisamente saremo nel Comune di Terranova di Pollino in località Acquatremola dall'8 al 14 agosto a poco più di 1400 m slm.

Speriamo di pubblicare presto i risultati di questa nostra vacanza astronomica.


La necessità di osservare il cielo lontano dall'inquinamento atmosferico ma soprattutto luminoso della città spinge noi astrofili a compiere spostamenti anche notevoli alla ricerca di luoghi ove ricorrono, appunto, condizioni più favorevoli.
Tuttavia, poichè ognuno il giorno dopo deve fare i conti con lo studio o il lavoro, sarebbe improponibile sottoporsi a questi veri e propri tour de force in giorni infrasettimanali, a meno che, ovviamente, non si debba seguire qualche particolare evento astronomico... non rinviabile!
Ecco perchè, generalmente, il gruppo osservativo del C.A.N.A., limita la sua attività ai sabato di luna nuova, quando si può organizzare l'uscita con tutta comodità. Questo comporta però una drastica riduzione delle nottate osservative, il cui numero nel corso dell'anno è peraltro ulteriormente ridotto dalle condizioni meteorologiche spesso sfavorevoli (la nuvoletta dell'astrofilo è sempre in agguato!).
Così, sin dalla sua nascita, il C.A.N.A. organizza un campeggio astronomico estivo, una specie di "ritaglio" nelle vacanze dei suoi associati dedicato esclusivamente all'osservazione, in cui praticamente si cerca di saziare tutta la voglia di astronomia pratica che le piccole, sporadiche ed avventurose spedizioni invernali non hanno soddisfatto.
L'annuale Astrocamp consiste dunque in una massiccia spedizione sulle pendici di qualche buia montagna del Meridione alla quale partecipano un gran numero di associati, ognuno dei quali partecipa dotato di propria tenda e, chi più chi meno, strumentazione; l'effetto finale dell'accampamento è curioso quanto imponente, con tende disseminate ovunque ed una selva di telescopi e cavalletti fotografici a dare una sensazione quantomeno insolita, almeno a giudicare dalla curiosità mostrata da escursionisti di passaggio.
Inutile dire che si tratta di campeggio libero: il sito prescelto deve essere necessariamente lontano da centri abitati ed il più in alto possibile. Inoltre deve consentire di avere un orizzonte il più libero possibile nei quattro punti cardinali ed infine avere un microclima soddisfacente, nè troppo umido, nè ventoso. Ma il requisito indispensabile è la presenza di una sorgente d'acqua, per motivi facilmente intuibili.
Come in ogni campeggio libero, è di fondamentale importanza la collaborazione tra i partecipanti: la raccolta della legna per il fuoco, il lavaggio delle stoviglie, la manutenzione e la pulizia del campo, l'approvvigionamento delle vivande presso il paese più vicino e tutto quanto va fatto per assicurare un buon soggiorno viene suddiviso tra tutti gli astrocampeggiatori, con l'istituzione di veri turni di lavoro.
Ovviamente, nel corso della giornata, altrettanto numerosi sono i momenti di svago dedicati alle attività più disparate, da quelle sportive (leggi interminabili sfide a calcio o pallavolo) ad altre decisamente più... riposanti.
Tutto ciò fa dell'Astrocamp, oltre che una splendida occasione di osservare il cielo da posti più idonei della nostra città, anche un bellissimo momento di socializzazione.
Quanto all'aspetto più strettamente astronomico del campeggio, ovviamente chiunque possegga un telescopio, binocolo o semplice macchina fotografica mai come in questo caso può sfruttarlo al meglio, per cui ci si ritrova sul campo con la presenza di strumenti dei più disparati, cosa che non può far che piacere per il semplice fatto di avere la possibilità di familiarizzare con calma con altri sistemi ottici e/o meccanici.
Per il resto va detto che l'occasione è buona per qualunque tipo di attività. Così si possono notare le postazioni dei "visualisti", riconoscibili per il fatto di stare vicini tra loro in modo da poter più comodamente scambiarsi le visioni di uno stesso oggetto, gli astrofotografi, un pò più staccati dal resto della compagnia, alla ricerca del buio assoluto ed infine la postazione dello strumento del C.A.N.A., niente affatto più potente di altri ma nobilitato dalla presenza della camera CCD e conseguentemente di un supporto informatico assai utile.
Ovviamente, data la presenza limitata nel tempo sul sito dell'Astrocamp, non è possibile condurre ricerche ad alto contenuto scientifico che non siano appuntamenti fissi come un'occultazione asteroidale o la presenza in quei giorni di una cometa, ma ciò non toglie che anche la banale ripresa di qualche sperduta e debole galassia offre occasioni di dibattito tra gli astrofili su vari aspetti.
Ciò che purtroppo è possibile registrare di anno in anno è il crescente inquinamento atmosferico ma soprattutto luminoso che deteriora sempre più anche i cieli dell'Astrocamp. Ormai è diventato davvero difficile trovare una zona davvero buia ove potersi recare anche solo una volta all'anno; dopo aver frequentato per anni la Lucania, con puntate anche in Abruzzo, l'unico cielo sufficientemente scuro sembra essere rimasto quello del Pollino, ove si è svolto il campeggio del 2002.
Ad ogni modo, l'Astrocamp resta uno dei momenti più importanti dell'attività interna del C.A.N.A. ed in generale di ogni gruppo astrofilo che si rispetti. Ne è prova il fatto che nell'ambiente astronomico questo "fenomeno" è seguito con molto interesse, ed addirittura dell'edizione 1993 dell'Astrocamp si è occupata la rivista l'Astronomia con un lungo ed interessante articolo (cfr. n.141, Marzo 1994, pag.48).