''Zenith'' on line

Periodico di Astronomia di base a cura del
Centro Astronomico "Neil Armstrong" - Salerno

Numero 8

Nane brune?... Si, grazie!

di Michele Citro



L' Osservatorio Spaziale Infrarosso (ISO) ha recentemente portato a segno una nuova scoperta: scrutando all'interno della costellazione dell'Ofiuco, nella regione della stella Rho, l'osservatorio dell'ESA ha individuato trenta nane brune celate dalle polveri di quella nebulosa..
Si ritiene che questi corpi celesti siano stelle mancate, essendo la loro massa non sufficientemente grande da poter innescare i processi di fusione atomica come accade per le normali stelle bianche.
Fino ad ora erano stati scoperti pochi di questi corpi celesti tant'è che ora grazie all'ISO la regione di Rho Ophiuci è diventata la preferita riserva di caccia per i ricercatori di questa fase dell'evoluzione stellare. Le nane brune sono oggetti difficili da scorgere perché molto deboli e di loro si sa molto poco, così come circa la loro natura ed origine. Alcuni astronomi sostengono che alcune di esse possono essere considerate dei pianeti giganti, un po' come Giove, e non stelle mancate. La minima massa perché una stella possa brillare è di circa l'8% della massa del sole, o 80 volte quella di Giove. Sotto questo limite … la fornace nucleare che fornisce energia nel cuore della stella non può accendersi.
Delle nane brune scoperte dall'ISO la più piccola ha una massa pari al 5% di quella solare (50 volte quella di Giove) ma certamente ve ne saranno di meno massicce nascoste dalla polvere della nebulosa, ma talmente deboli da non potere essere scorti dalla Terra.
Probabilmente tale scoperta è stata possibile in quanto le mancate stelle individuate sono corpi celesti molto giovani (circa un milione di anni …) e quindi producono molta energia che col tempo andrà esaurendosi. Oggetti della stessa famiglia e delle stesse dimensioni ma nate molto tempo prima di queste sono quasi impossibili da individuare.
Si spera che grazie alle scoperte dell'osservatorio spaziale infrarosso dell'ESA un giorno si possa far luce su i misteri che ancora avvolgono questi piccoli oggetti celesti.