Le orbite dei satelliti artificiali
Antonio Fortunato
Il moto di un corpo nello spazio è governato da una complessa interazione di fattori. Un modello semplice quale quello kepleriano non può certo cogliere tutte le minute sfaccettature del problema. Le ipotesi in gioco definiscono limiti importanti alla sua capacità di previsione. In effetti, i principi della meccanica classica andrebbero rivisti in chiave relativistica; la Terra non ha massa infinita; per di più, essa non è un punto come non lo è, d'altra parte, neanche il più piccolo dei satelliti; infine, alla forza di gravità, che è l'interazione preponderante, bisognerebbe sovrapporre, a seconda dei casi, tutte le altre forze in gioco.
Nonostante questi limiti, il modello kepleriano è perfettamente in grado di tenere conto degli aspetti fondamentali del problema. Il suo studio è la necessaria premessa a qualsiasi analisi di maggior dettaglio.